Orestiadi,

Arte e innovazione, uniti per preservare l'identità territoriale di uve e vini.

In una terra che negli ultimi quarant’anni è stata crocevia di popoli e culture, luogo privilegiato e prediletto di incontri, dialogo e confronto tra «artisti, architetti, musicisti, poeti, contadini, artigiani, operai, donne e giovani», si celebra l’unione, apparentemente atipica, tra un’azienda vitivinicola ed un’istituzione culturale tra le più importanti del Mediterraneo, generando nuovi “Fermenti Contemporanei”.